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La condizione mentale, un vantaggio di prim ordine per giocare a poker

Anche online, non occorre credere che giocare al poker sia soltanto una semplice formalità, voi giocate per il vostro denaro ed il vostro avversario gioca sui vostri nervi, non è più virtuale. La possibilità e la conoscenza dei rudimenti del gioco fanno la loro parte, ma il controllo di sé ha aiutato più di uno dei grandi giocatori del poker.
Il poker è un gioco d'origine americana che ha attinto le sue fonti del carattere duro e brutale dei cowboy dell'ovest degli Stati Uniti. Potete perdere, pur avendo molto buone carte a disposizione. Il principio del bluff è auspicabile, cosa che forza i giocatori ad avere una buona condizione fisica e mentale, un grande senso d'osservazione, una memoria ben allenata ed un "know-how" ed una io, fuori del comune. La conoscenza al poker, è conoscerne i rudimenti. Il "know-how", è giocare nelle regole e nella conoscenza, sapersi comportare bene in qualsiasi circostanza. Sia passando la mano sia che vinciamo, il migliore è stato quello che ha saputo dare prova di “self control” (autocontrollo), di un controllo esemplare.

Le buone condizioni mentali imposte dal poker

Il saper essere al poker è primordiale, per pretendere di fare parte dei migliori giocatori. Il poker è un gioco che chiede capacità cerebrali, che esige una concentrazione continua poiché alcune partite possono prendere ore di fila. In generale, la concentrazione si perde dopo 30 minuti o 45 minuti di gioco. Inoltre, è chiesto ai giocatori di avere una forma fisica ed una lucidità mentale, facendo seguito ad un'igiene di vita, un addestramento sportivo e degli esercizi d'allenamento della memoria. La prima condizione imposta è la concentrazione poiché la più piccola distrazione può essere fatale. Rimanete allerta, individuate le debolezze e gli errori dei vostri avversari, indovinate la loro strategia, giocate con le vostre carte e quelle degli altri. La seconda condizione è la serenità, la calma. Non giocate quando c’è troppo rumore che può disturbarvi. Sappiate fare una pausa, un intervallo momentaneo, anche quando avete appena perso una mano, ciò vi permette di riprendere la vostra calma, di concentrarvi meglio e rifarvi in tutta tranquillità.

Il controllo del gioco e la strategia

La terza condizione è il controllo del proprio gioco con il quale siete forse portati a bluffare. D'altra parte, la mossa del vostro avversario deve indurvi molto rapidamente ad indovinare che ha una migliore mano. A forza di continuare, rischiate il fallimento. Questa condizione si accumula con il senso acuto d'osservazione che deve essere all'erta soprattutto quando non si gioca. Analizzate bene le carte nelle vostre mani per indovinare tutte le probabilità di combinazioni formate dopo “il flop”, il “turn” e il “river”, allo Stud 5 o 7. La quarta condizione è di avere una strategia di gioco. Definite in anticipo i vostri limiti, in capitale ed in tempo di concentrazione, evitate l'eccesso di fiducia e la fortuna che rischia non arrivare mai. Sappiate anche mettere un limite alle vostre vincite, è meglio vincere poco e giocare più a lungo, che perdere in una sola volta e non giocare più.

La dea Fortuna dei romani e la psicologia nel gioco del poker

La quinta condizione è la fortuna, non occorre puntare troppo su di essa. Non occorre fidarsi troppo della fortuna poiché è in generale soltanto un’illusione. La dea Fortuna è stata rappresentata da un timone, il destino umano, una cornucopia, molto denaro ma ha gli occhi bendati, non può vedere. Tuttavia, se cominciate un gioco avendo l'impressione di non averne, fermatevi immediatamente. Al poker, la psicologia deve comprendere, il ragionamento, la memoria, l'intelligenza, l'osservazione degli altri, le sensazioni, i modi di pensare ed agire. Siate disciplinati, del “self control”, del controllo di sé stessi come anche dell'aggressività. Nervi d'acciaio, calma olimpica e concentrazione massima sono i vantaggi psicologici principali.

I consigli dei grandi giocatori

Una serie di cattive mani, i bluff, l'aumento del piatto, l'aggressività degli avversari e degli elementi crea la destabilizzazione mentale. I grandi giocatori di poker vanno oltre a queste cause di reazioni negative con una forza di carattere eccezionale. Occorre avere disciplina e rispettarla, sapersi trattenere e saper chiedere delle domande su se stessi, non perdere fiducia, e rimanere realistici. Portate una maschera perché gli altri non v’indovinino. Controllate la vostra strategia e la vostra aggressività. Non giocate a un tavolo, dove vi sentite scomodi. A ogni errore, fate un “feed back”, un'analisi personale di ciò che avete fatto. Non perdete la faccia se passate tutto pur tenendo conto che non siete in vantaggio. Lasciate da parte la signora fortuna, abbiate fiducia nelle vostre attitudini, ma se per caso, è con voi, conservate la calma. Al poker, la memoria deve essere molto buona, sappiate trattenere tutte le carte dei vostri avversari, eseguite un calcolo mentale rapido per determinare le combinazioni possibili. Questa memorizzazione si acquisisce per pratica.

I più grandi difetti dei giocatori di poker sono la mancanza di disciplina, l'inosservanza della propria strategia e la mancanza di pazienza. Le reazioni riguardo all'attacco degli avversari non devono essere intempestive e le perdite in seguito a cattive mani non devono fare seguito a reazioni per volere a tutti i costi rifarsi a tutti i costi. Una perdita di concentrazione è arrivata in seguito alla difficoltà, lo stato fisico, ecc.… Per migliorare queste facoltà, prendete una piccola pausa e fate alcuni esercizi fisici o semplicemente, prendete nota. I dialoghi interni sono molto motivanti, commentano gli atteggiamenti dei vostri avversari e non vergognatevi delle vostre pratiche personali da brulicare qualche cosa per avere una maggiore concentrazione. Per diventare un grande giocatore di poker, l’importante è di superare se stessi con degli allenamenti continui. Più si gioca, più si acquisisce esperienza e più si controlla ciò che occorre fare, di fronte a tutte le circostanze.